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FAQ Domande frequenti

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Perchè devo ordinare in anticipo la verdura? posso acquistarla o sceglierla direttamente venendo presso di voi?

Abbiamo pensato di strutturarci in questo modo per diversi motivi. Innanzitutto mantenere aperto un punto vendita avrebbe contribuito ad appesantire notevolmente i costi di gestione: avremmo dovuto assumere una persona esterna dedicata alla vendita al banco, avremmo dovuto allestire uno spazio dedicato, avremmo aumentato lo spreco di cibo. Lavorando su prenotazione siamo enormemente agevolati perchè possiamo calcolare quanto tempo dedicare all’attività di raccolta, pulizia degli ortaggi e confezionamento delle cassette e mantenere un margine per assolvere le tante attività di coltivazione degli ortaggi in campo. Quando ci sono molti ordini in determinate giornate, abbiamo modo di organizzare lavoro con congruo anticipo e calcolare al meglio i tempi. Ciò è fondamentale perchè 2 ettari e mezzo circa coltivati ad ortaggi e legumi sono decisamente sovradimensionati per le nostre forze!. In questo modo, inoltre, riusciamo, a limitare al massimo lo spreco di cibo perchè l’ortaggio (a parte qualche eccezione) viene staccato dalla pianta solamente quando è venduto. Non ci ritroviamo praticamente mai con ortaggi raccolti ma invenduti da buttare. Questa modalità ci permette di offrire un prodotto sano e coltivato senza utilizzo di chimica sintetica che di fatto, nella maggior parte dei casi, costa come il convenzionale del supermercato, pur essendo di qualità (a nostro avviso!) decisamente superiore.

Posso scegliere che ortaggi avere in cassetta?

La lista degli ortaggi che arriva via mailing-list tutti i giovedì è unicamente indicativo di cosa prevediamo di avere disponibile nell’arco di tutta la settimana successiva ma le cassette vengono confezionate con la verdura raccolta in genere la mattina stessa. Quotidianamente raccogliamo 7-8 ortaggi diversi, difficilmente di più. Possiamo comunque accettare qualche suggerimento e preferenza che ci potete segnalare nel modulo di ordine e faremo il possibile per accontentarvi ma difficilmente potremo accontentare una “lista della spesa”. In genere si è abituati ad andare al supermercato e trovare sempre tutto disponibile ma questo è possibile spostando continuamente tonnellate di merci prevalentemente su gomma e con una rete distributiva enorme. Nell’agricoltura su piccola scala il funzionamento è completamente diverso: se ad esempio i finocchi sono finiti perché li abbiamo raccolti tutti per confezionare le cassette del giorno precedente, essi compariranno nell’elenco settimanale ma a metà settimana potrebbero essere già esauriti. In questo caso dobbiamo necessariamente attendere che maturino gli altri prima di poterli riproporre! Oppure, la mattina potremmo raccogliere solo un quantitativo di cavolfiori che non soddisfa tutta la richiesta di cavolfiori della giornata, in questo caso, solo una parte di cassette conterranno il cavolfiore, le altre no.

Quindi ciò che mi arriva in cassetta è “a sorpresa”?

Si tratta sostanzialmente di cambiare paradigma, oppure semplicemente di cambiare domanda. Da “cosa faccio da mangiare oggi?” a “cosa ho da mangiare oggi?”. L’attuale sistema distributivo ci ha abituato ad avere sempre tutto disponibile, in grandi quantità e in qualsiasi stagione, facendoci perdere il contatto con la natura. Chi ha avuto la fortuna (o ce l’ha tutto’ora) di coltivare un orto, si sarà reso conto che le piante hanno dei tempi di crescita oltre che dei periodi più o meno precisi di maturazione. Mangiare a Natale i fagiolini che arrivano dall’Egitto o i pomodori coltivati in idroponica in serre riscaldate olandesi significa continuare a sostenere un sistema di agricoltura e distribuzione iniquo oltre che altamente inquinante. I prodotti locali coltivati in serre non riscaldate seguono necessariamente il ritmo delle stagioni e in cassetta si ritroveranno, durante tutto il corso dell’anno, tutti gli ortaggi coltivabili a queste latitudini. Chi ama cucinare non avrà problemi a destreggiarsi ai fornelli, poi, oltre alle nostre ricette che proponiamo nella newsletter settimanale e che trovate catalogate QUI, internet è una fonte inesauribile di possibili suggerimenti!

Gli ortaggi sono tutti vostri?

No, ad esempio la patata è uno dei pochissimi ortaggi che abbiamo deciso, per ora, di non coltivare in maniera intensiva ma su una ristretta superficie. Per le nostre necessità servirebbero delle estensioni troppo grandi e di conseguenza dei macchinari adatti alla coltivazione, che non potremmo comunque permetterci di acquistare. La pianura padana non è certo zona di vocazione per coltivare carote, che crescono molto piccole e storte per le quali servono terreni sabbiosi. Con gli asparagi non abbiamo ancora valutato come procedere e nel dubbio non li proponiamo (nemmeno di terzi), mentre i carciofi li stiamo replicando e i primi dovrebbero arrivare nel corso del 2017 anche se in numero davvero esiguo. A volte, infine, potrebbe succedere di ricorrere ad altri agricoltori quando il nostro raccolto potrebbe essere insufficiente, ad esempio è capitato in passato con le cipolle, nel 2014 con i finocchi, spesso con le patate. Gli agricoltori a cui ci affidiamo garantiscono lo stesso metodo di coltivazione da noi utilizzato (letamazione, hummus di lombrico o pellettato organico per la concimazione e l’esclusione di qualsiasi trattamento chimico di origine sintetica).  Lo stesso dicasi per la frutta, l’elenco completo dei nostri fornitori, aggiornato periodicamente, è consultabile nella sezione apposita. Settimanalmente, via mailing-list, assieme all’elenco degli ortaggi vengono segnalati quali sono i prodotti che arrivano dai nostri campi e quali non. Se non desiderate prodotti di terzi escludeteli!

Tutti gli ortaggi sono raccolti in giornata?

No, ad esempio la raccolta delle patate avviene, a seconda della varietà, tra giugno e agosto e si conservano al buio in frigorifero per molti mesi. Le zucche si raccolgono tra settembre e ottobre e si conservano anch’esse molto a lungo. Quando ci sono moltissimi ordini o è previsto maltempo per l’indomani o durante l’ autunno/inverno, quando sono frequenti le brinate notturne, maltempo o le giornate hanno poche ore di luce ma il lavoro nei campi è comunque sempre tanto, iniziamo a raccogliere e a confezionare il giorno precedente. In caso di gelo è necessario lasciare qualche ora gli ortaggi “a scongelarsi” prima di procedere a confezionare la cassetta (quando gela è assolutamente necessario raccogliere in anticipo). A parte queste eccezioni, è di norma effettuare la raccolta tra il pomeriggio precedente e la mattina stessa a seconda del numero di cassette previsto in consegna per quella giornata. La raccolta anticipata comunque difficilmente è praticabile per molte verdure a foglia (insalate, cime di rapa, bietole) perché tendono ad appassire ed è limitata ai periodi freddi dell’anno perché il caldo tende a disidratare velocemente gli ortaggi e noi non disponiamo di celle-frigo per la conservazione.

Posso acquistare anche altri ortaggi in aggiunta alla cassetta?

Si. Anche in questo caso facciamo il possibile per accontentare la richiesta ma non è garantito che possiamo esaudirla per le ragioni già esposte. Cambia il costo. Mentre per il costo della cassetta abbiamo deciso di applicare un prezzo forfettario e non di listino (in cassetta è possibile trovare fagiolini che costano 4,50 Euro/kg assieme a zucche da 1,70 Euro/Kg), alle richiesta di ortaggi “extra-cassetta” viene applicato l’effettivo prezzo di listino pubblicato nella sezione “i nostri ortaggi”. Generalmente, in caso di richiesta di uno specifico ortaggio extra cassetta, lo stesso non viene riproposto incluso all’interno nella cassetta.

Posso escludere più ortaggi che non desidero ricevere?

Noi suggeriamo di limitarsi a un paio di ortaggi ma nulla vieta di escluderne un numero superiore. Rimane il problema della varietà, se vengono raccolti 6-8 ortaggi per le cassette della giornata, perché quella mattina abbiamo una limitata selezione di ortaggi disponibili e da una cassetta ne vengono esclusi, ad esempio, 5 è molto difficile riuscire a proporre una cassetta varia. Dall’autunno inoltrato la lista degli ortaggi si accorcerà sempre più pertanto, con una richiesta di molte esclusioni, potrebbe essere quasi impossibile comporre una cassetta di ortaggi misti!

Ma 3 kg di verdura non saranno troppi per la mia famiglia?

Dipende sostanzialmente dal numero dei componenti della famiglia, dalle abitudini alimentari e da quanti pasti vengono consumati in casa. Partendo dal presupposto che per mantenere una buona salute sia auspicabile consumare 5 porzioni di ortofrutta al giorno (500 gr), considerando che la cassetta da 3 kg un minimo di scarto potrebbe sicuramente averlo, aggiungendo 1 kg di frutta mista alla cassetta di ortaggi da 9 euro abbiamo soddisfatto il “fabbisogno ideale” settimanale di un single! Se cosi non è probabilmente stiamo forse sbagliando qualcosa nel nostro regime alimentare? Detto questo, la cassetta più piccola è sicuramente la più penalizzata: non solo ha un costo in proporzione più alto ma anche una ridotta varietà di verdure all’interno. Abbiamo attivato per chi vive solo la possibilità di segnalarci questa condizione di modo che, per cassette “single”, faremo attenzione a inserire una maggiore varietà di ortaggi e in minori quantità.

Le cassette sono di sola verdura o anche frutta?

Le cassette sono attualmente di sola verdura, cerchiamo di tenere un corretto bilanciamento tra alliacee, foglie, ortaggi e radici, nel limite del possibile e della disponibilità di ortaggi in quella giornata. La frutta è venduta a parte al costo che viene comunicato all’atto dell’apertura  dell’ordine. Il nostro frutteto  è ancora molto “giovane” e la 70ina di piante da frutto che abbiamo impiantato nel Gennaio 2013, difficilmente potranno coprire, anche una volta entrate in produzione, tutte le richieste che ci pervengono. Pertanto molta frutta arriva da altri produttori biologici certificati della zona.  Al contrario, meloni, cocomeri, lamponi, more e altri piccoli frutti sono di nostra produzione. La prima frutta che arriva in primavera sono le fragole a fine Aprile e le ciliegie a metà/fine Maggio, poi si passa ad albicocche, pesche, susine, meloni, cocomeri, piccoli frutti e, da fine estate, pere e mele. Chiudono i kiwi, nespole e cachi a Novembre. Durante il resto dell’inverno viene distribuita frutta conservata in forma refrigerata, pere e kiwi sono frutti che vengono raccolti ancora leggermente acerbi e vanno lasciati maturare qualche giorno fuori frigo prima di essere consumati, meglio se assieme ad alcune mele, che ne accelerano la maturazione. L’effetto “sporcizia” che si ritrova principalmente sulle pere, ma anche sui kiwi, è opera della metcalfa, un insetto che non si trova nei frutteti convenzionali (perchè viene immediatamente sterminato!). Difficilmente comunque la frutta è abbondante: non sono molti i produttori di frutta biologica che abbiamo in zona e si tratta in genere di limitate produzioni. Le Aziende Agricole da cui ci riforniamo e i rispettivi Enti certificatori sono specificati nella sezione apposita. E’ possibile che in inverno, qualora dovesse scarseggiare la verdura ma abbondare la frutta, questa venga (facoltativamente) inclusa in cassetta.

Se mi sono dimenticato di ordinare?

Gli ordini vengono aperti tutti i giovedì e chiusi tutte le domeniche a mezzogiorno. Quattro giorni dovrebbero essere un lasso di tempo sufficiente per valutare se e cosa ordinare. Ma può succedere di dimenticarsi! In questo caso procedi con l’ordine e mandaci un avviso se sei troppo a ridosso via what’s app o sms a Elena 333-7628062. La e-mail e gli ordini vengono controllati in genere una volta al giorno. Se non è un problema aggiungere qualche cassetta “in corsa” a ordini chiusi, lo diventerebbe se diventassero molte! In inverno può essere un problema aggiungere cassette o modificarle già due giorni prima della consegna per i motivi sopra esposti. Ci si può anche accordare con la modalità “cassetta continuativa”. La cassetta arriva in automatico tutte le settimane ma se si desidera evitarla una settimana (o un periodo più lungo) occorre ricordarsi di cancellarla il giorno precedente entro le 18,00, in caso contrario viene comunque addebitata.

Posso aggiungere anche pane, uova e frutta o altri prodotti se sono in ritardo?

Generalmente no. La domenica sera terminiamo la pianificazione della settimana e ordiniamo tutti i prodotti per i vari giorni della settimana ai nostri fornitori, quindi il lavoro di organizzazione e gestione ordini (a chi ci fornisce le uova, al fornaio, a chi ci fornisce la frutta etc..) viene concluso. Siccome normalmente ordiniamo qualche pane o uova in più per nostro auto-consumo familiare, riusciamo ad accontentare qualche richiesta pervenuta oltre il termine in questo modo, cedendo il nostro. Il problema non si pone per prenotare altri prodotti disponibili a listino, come farina o le confetture.

Ho fatto l’ordine ma non mi è arrivata una e-mail di conferma, cosa devo fare?

In questi casi o non è partito l’ordine (qualcosa non ha funzionato e non l’abbiamo ricevuto) oppure potreste avere digitato male il tuo indirizzo e-mail. E’ sempre bene controllare di avere ricevuto la conferma automatica che si genera immediatamente a ordine effettuato perché non riceverla è indice che qualcosa è andato storto. In questi casi è consigliabile mandarci un messaggio tramite what’s app o via mail info@ilbiricoccolo.it per permetterci di verificare l’accaduto.

Non ricevo più la newsletter, che succede?

Probabilmente finisce nello spam oppure, a seconda del gestore, può essere finita  nelle Promozioni” piuttosto che nelle “Offerte”. Succede spesso con Libero che le classifica come spam o con Gmail che le inserisce nelle “Promozioni”. Per ovviare a questo inconveniente è sufficiente trascinare la newsletter in “Principale” e vedrete apparire un box giallo in alto come questo, con una domanda come questa (la stringa di lettere e numeri potrebbe essere diversa, non fateci caso).

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cliccate su “Sì”. Dal prossimo giovedì, riceverete la newsletter direttamente nella posta in entrata. In ogni caso la newsletter serve per ricordare le scadenze di apertura/chiusura ordini. Il modulo è pubblicato sul sito come sul sito viene settimanalmente aggiornato l’elenco ortaggi e prodotti extra.

Come pago?

Se non hai partecipato al CSA e versata la quota anticipata con bonifico, il pagamento avviene in contanti alla consegna. Il Biricoccolo nasce come progetto di Community Supported Agricolture, ti invitiamo vivamente a leggere la sezione apposita, i verbali delle Assemblee o partecipare a uno  dei nostri incontri per capire appieno il senso di ciò che stiamo proponendo. L’atto di acquisto di una cassetta di verdura è qualcosa che ha un importante progetto a monte che se non è chiaro sarà difficile comprendere la ragione di diverse scelte che vengono intraprese.

Ma i prezzi non sono alti?

Alto o basso…rispetto a cosa? Dobbiamo partire da questa domanda. La grande distribuzione ci ha abituato a un cibo low-cost, ai 3×2, alle offerte speciali. Ai costi alti per le primizie e ai costi irrisori dello stesso prodotto in stagione. Il Biricoccolo applica il listino prezzi unico (da Gennaio a Dicembre). Le oscillazioni di prezzo sono minime e sono riferite allo stesso ortaggio coltivato in tunnel o in pieno campo in inverno (che può dare origine a costi di produzione maggiori a seconda del tipo di ortaggio) ma sostanzialmente i prezzi restano pressoché invariati durante tutto l’arco dell’anno. Come dice Michela Potito CampiAperti “Il supermercato, per arrivare al banco col prezzo più basso possibile, sottopaga i produttori, salda il resto al trasporto, e la maggior parte del guadagno se lo tiene poi lui. Di conseguenza il produttore ha a disposizione un budget molto limitato, con il quale deve pagare concimi, diserbanti e braccianti. L’unico prezzo su cui può giocare è quello della manodopera, perché i prodotti chimici hanno quel costo e basta. Molto spesso i braccianti sono persone svantaggiate, il cui inserimento nella società è reso difficile da norme che li rendono fuorilegge già solo perché si trovano in Italia. E vengono sottopagati. Comprare (ndr quel cibo) di massa mi renderebbe complice di un sistema ingiusto. In cui per mangiare, della terra è stata impoverita, delle persone sfruttate e pochi si arricchiscono. Posso innalzare la mia autostima, io «consumatore» divento consapevole di essere «co-produttore». Ho questo potere tutte le volte che faccio la spesa. Se compro al supermercato consegno denaro a un compratore senza anima che guarda solo al proprio profitto. Così si possono definire gli attori dell’economia finanziaria. Scegliere di non comprare al supermercato può, da questo punto di vista, rivelarsi un gesto politico e militante. Non solo per dove vanno a finire i miei soldi, ma perché se compro da chi ha coltivato ortaggi in una piccola azienda agricola, senza uso di diserbanti e concimi sintetici, in un modo sostenibile per la terra e per l’uomo, genero un meccanismo sociale diverso.” Nel progetto CSA i costi e i ricavi vengono annualmente condivisi in maniera trasparente, gli aderenti possono chiedere chiarimenti e sollevare questioni. O votare a favore dell’aumento di 1 euro del prezzo della cassetta come è successo all’Assemblea del 2015! Visita la sezione CSA ma anche questo collage di riflessioni degli associati di CampiAperti è estremamente interessante.

Ho cambiato idea e vorrei annullare l’ordine, cosa succede?

Gli ordini sono annullabili (via mail/sms/what’s app) al massimo 48 ore prima rispetto all’orario di consegna, ordini annullati oltre tale orario o non ritirati vengono comunque addebitati. Se si ritarda a seguito di imprevisti è importante avvisarci per evitare di farci attendere inutilmente. QUI trovate i contatti

Avete la certificazione biologica?

I terreni del Biricoccolo sono di fatto coltivati con metodo biologico da 6 anni ma solo a Gennaio 2016 abbiamo optato per richiedere la certificazione biologica ma non su tutti nostri terreni. Il certificato è necessario quando il proprio prodotto deve essere esposto su uno scaffale di un supermercato o viene conferito al Consorzio Agrario. Nel nostro caso, noi coltiviamo un progetto ambizioso di riuscire a vendere tutto direttamente, senza conferire nulla alla grande distribuzione organizzata. Quindi, abbiamo optato per accollarci i costi di certificazione e assoggettarci alle relative procedure burocratiche solo per il seminativo dove, date le grandi quantità di prodotto, il sistema di certificazione ci aprirebbe la possibilità di vendere cereali e legumi a piccoli mulini e botteghe biologiche locali. In ogni caso, il sistema della certificazione, per come è strutturato, a nostro modo di vedere, può dare adito a dei conflitti di interesse, in quando non è un organismo pubblico super-partes che effettua il controllo, ma un ente privato che, da un lato, potrebbe avere un indubbio vantaggio nel mantenere in essere più certificazioni possibili.

Quando si parla di “biologico” significa che non sono stati fatti trattamenti di nessun tipo?

No, in questo metodo di coltivazione non sono ammesse tutte le sostanze chimiche di sintesi, molecole che non esistono in natura ma che sono state create dall’uomo in laboratorio e che quindi sono completamente estranee al ciclo naturale e che qui resteranno a lungo perché hanno tempi di decadimento più o meno ampi (si pensi che le tracce di alcuni fungicidi o erbicidi tipo l’atrazina posso essere ritrovate nel terreno anche dopo 20 anni!). Utilizziamo quindi zolfo e rame ad esempio che, non essendo sistemici, non possono entrare all’interno del frutto ma restano in superficie e dopo 3-5 giorni vengono dilavati. Contro gli insetti è possibile utilizzare il piretro, che si ricava dalla pianta della famiglia dei crisantemi, oppure l’estratto dall’albero del Neem o il Bacillus Thuringiensis che è un batterio che attacca l’apparato digerente di larve e lepidotteri. Certamente questi prodotti hanno un potere antiparassitario decisamente più ridotto rispetto alle molecole sintetiche, succede regolarmente che perdiamo parte del raccolto per queste ragioni. Come fertilizzante sono ammessi esclusivamente letame maturo, compost o pellettato organico. Le piantine devono essere state coltivate su un terriccio o torba certificati. Un discorso a parte meritano i semi: anche l’agricoltore certificato può utilizzare seme non bio qualora il seme certificato non sia disponibile deve segnalare la deroga all’ENSE e attendere 10 gg di silenzio-assenso prima di poter seminare. Fondamentale è una corretta gestione del suolo e delle rotazioni.

Per qualsiasi altro quesito a cui non hai trovato risposta nel sito scrivici! info@ilbiricoccolo.it

 

foto cesta vegetale

 

 

 

 

 

 

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