Assemblea 25/1/2020

Un bell’incontro, quello di sabato 25 Gennaio scorso al Ristorante dell’Agriturismo La Roverella di Ponte Ronca e un grazie agli amici Alessandro e Annalisa per averci ospitati!

NB: per visualizzare in maniera nitida e ingrandita le slides è sufficiente clikkarci sopra!

          

Il 2019 è stato un anno molto particolare da un punto di vista climatico: la primavera e, soprattutto il mese di Maggio davvero freddo, unito a un autunno con temperature abbondantemente sopra le medie stagionali, hanno creato diversi problemi alle colture. I piselli che, assieme alle fave, vengono seminati, per lo più l’ autunno precedente, in estensivo e senza irrigazione, sono nati male e cresciuti con molte difficoltà: il raccolto è stato davvero deludente, ve ne sarete accorti. Le fave, per fortuna, non hanno avuto grossi problemi. Fagioli e fagiolini sono stato un’altro raccolto primaverili deludente dal momento che, dal periodo della fioritura in poi, subiscono regolarmente pesanti attacchi di ragnetto rosso che rovina irrimediabilmente la produzione. E’ incoraggiante, per contro, seminarli nel periodo estivo per raccoglierli in settembre/ottobre con minor rischi di  danni. Le patate hanno sofferto molto del freddo di Maggio quindi, a parità di estensione rispetto al 2018, abbiamo raccolto 9 q.li contro i 35 dell’anno precedente. Segnaliamo che ne abbiamo acquistate da Coop Arvaia di Bologna per integrare il nostro mancato raccolto (E’ comunque già specificato da qualche tempo nell’elenco ortaggi). Il raccolto delle zucche è stato davvero strepitoso e anche altri ortaggi come ad esempio pomodori, zucchine, topinambur, rafani e peperoni sono andati molto bene con produzioni abbondanti. Quest’anno abbiamo, inoltre, sperimentato l’inserimento di un tunnel piccolo all’interno del tunnel grande per proteggere maggiormente i finocchi dalle gelate. Questa soluzione si è rivelata positiva e siamo riusciti a raccoglierne fino a inizio Febbraio per il primo anno. Per l’insalata abbiamo avuto scarsità sia nella prima parte dell’anno, causa le piogge insistenti che ci hanno fatto ritardare alcuni trapianti, sia in estate quando montavano a seme celermente, sia in autunno perché causa un fungo ci sono stati problemi di marciumi. Vi ringraziamo perché in tantissimi avete aderito alla campagna “broccolo solidale” in autunno quando, a causa del caldo, sono arrivati tutti nella medesima settimana. Assieme al cavolfiore è un coltura che a causa dell’umidità si ammala con funghi difficilmente trattabili in biologico, di conseguenza si fa fatica a prolungare il raccolto per alcuni mesi. I cavolfiori rispetto agli altri anni, si sono ammalati di meno e già dobbiamo esserne contenti. Per ultimo ricordiamo che è sempre interessante continuare a coltivare alcune file di radici tipo rafani e rape, ciò ha un senso non solo in termini di varietà, ma per favorire le rotazioni, aiutano a tenere lontani i nematodi e hanno un’azione de-compattante per il terreno.

Durante la discussione viene suggerito dai partecipanti, di dedicare una sezione apposita sul sito in cui indicare le varietà degli ortaggi da noi coltivati e relativa foto. Sul momento viene accolto il suggerimento, successivamente abbiamo ritenuto più agevole integrare la già esistente sezione “Ricette” con più foto e aggiungendo i nomi delle varietà coltivate, ricordando che non sono sempre le stesse di anno in anno. Molto dipende dai semi che riusciamo a reperire perché è molto complicato auto-produrre i semi. Su qualche varietà è fattibile, su tutte è un lavoro impossibile per le nostre forze. Il “reparto Zucche” è già aggiornato.

Per quanto riguarda, invece, le semine “estensive”, questo è l’anno della rotazione sui cereali. A Monteveglio (2,8 ettari) è andato farro di varietà Spelta (più adatto alla panificazione che non alla pasta) e al Biricoccolo (1,5 ettari) il grano duro Senatore Cappelli. Dei raccolti 2019 il girasole è andato tutto sommato bene, a breve sarà pronto l’olio “nuovo”, mentre il raccolto dei ceci a Monteveglio è andato purtroppo perduto a causa della primavera così particolare: le piante non sono nate, o si sono sviluppate male a causa del freddo. NDR: Al momento dell’Assemblea non era noto, ma semineremo i ceci sul terreno che ha in affitto la nostra “vicina” Claudia Cavazzoni di Bazzano (Az Agr Le Querce) che coltiva con metodo biologico e che ci lascia circa 6000 mq a disposizione per questa coltura sui terreni attigui al Biricoccolo.

Per dare seguito al progetto nato e discusso nell’Assemblea del 2018, possiamo finalmente confermare che nel 2019 abbiamo lavorato per molti mesi col fine di mettere a norma ASL la saletta dove normalmente si svolgono i corsi. Il problema è stato essenzialmente burocratico in quanto il Reg. Cee 852/2004, che contempla la possibilità di produzioni in abitazioni private di alimenti destinati alla commercializzazione, è ancora materia oscura in Italia con evidenti vuoti normativi. Abbiamo attuato questo percorso sostenuti sia da un corso di 42 ore co-finanziato dalla Regione Emilia Romagna, sia tramite il supporto dell’Associazione Cucina Nostra che ci ha seguito nei pochi lavori di sistemazione e ci ha dotato del piano HACCP. Finalmente quando abbiamo piccoli lotti di ortofrutta invenduta (il che capita unicamente nel periodo estivo), possiamo trasformare in autonomia senza doverci appoggiare a costosi laboratori autorizzati.

Il numero di aderenti alla CSA continua ad aumentare ma nel 2019 il problema della mancata comprensione di ciò che aderire significhi sta diventando un grosso punto dolente, tant’è che, tra persone che aderiscono e coloro che rinunciano nel corso dell’anno, per varie motivazioni, non è possibile fare un conto preciso di quante famiglie hanno realmente sostenuto questa forma di pre-finanziamento nel corso dell’anno. Il problema più evidente è che le famiglie aderiscono senza poi far seguito con ordini regolari (settimanali o quindicinali) e senza avere compreso il significato della loro adesione. Esite un nutrito gruppo di famiglie che acquistano regolarmente tutte le settimane saldando in contanti (e va comunque benissimo!) e altre che, pur avendo aderito alla CSA, acquistano in maniera assolutamente sporadica quando nella teoria dovrebbe avvenire il contrario! E’ davvero urgente cercare di regolamentare questa situazione. La CSA è una forma di supporto all’Agricoltura locale in un’ottica di economia solidale che ha come finalità quella di prevenire l’indebitamento con le banche, garantire il ritiro dei prodotti (l’agricoltore semina/trapianta sapendo che in linea di massima un determinato numero di famiglie si è impegnato al ritiro) e ad arrivare, negli anni, a una remunerazione più equa. In termini di piano colturale, per lo meno nella teoria, a ogni famiglia aderente dovrebbe corrispondere un certo numero di piante seminate e di relativi frutti raccolti che devono essere puntualmente ritirati, pena il rischio di trovarci con esuberi importanti da dovere gestire. Il problema è che ciò non avviene.

Viene proposta una duplice soluzione: da un lato, far precedere l’adesione alla CSA da una visita al Biricoccolo da un incontro preliminare, una visita ai campi e una bella chacchierata, in modo che la decisione di aderire al progetto venga presa in maniera il più possibile consapevole. Dall’altro, invitiamo tutti (CSA o no, non ha importanza) a venire a trascorrere un pò di tempo assieme a noi, per passeggiare nei campi, rivolgerci tutte le domande possibili, prendere un pochino coscienza di del nostro lavoro e magari raccogliere un po di verdure e confezionarsi una cassettina ! Dateci un preavviso di almeno un paio di giorni. Diversamente, si resta comunque liberi di acquistare presso di noi e nei punti non self-service e saldare in contanti.

La seconda parte dell’Assemblea riguarda gli argomenti più strettamente economici. Le vendite hanno “tenuto” tutto sommato bene, dalla slide che segue va segnalato che mancano all’appello minimo 4000 euro del mancato raccolto e vendita dei ceci, sta calando l’acquisto di farine ma viene ben compensato con le vendite di prodotti da forno in aumento. Cresce costantemente anche il consumo di uova che, a dire il vero, si tratta di un prodotto di “corollario” che continuiamo a proporre nonostante non sia un prodotto verso il quale troviamo uno specifico interesse o utilità. Ciò che preferiamo valorizzare sono i prodotti nostri, non sicuramente spingere le compravendite di prodotti di terzi.

I ricavi lordi si riferiscono a prodotti effettivamente già ritirati dagli aderenti alla CSA, ai quali si sommano le vendite per contanti e/o fattura. Il credito residuo non rientra all’interno del computo vendite e, al 31/12/2019 ammontava a circa 12.000 euro. Viene specificato che, se durante la prima parte dell’anno (in genere fino all’estate o poco oltre), i “prestiti” CSA vengono utilizzati per fare fronte a tutti i costi di produzione, durante gli ultimi mesi dell’anno, le uscite (in particolar modo gli stipendi perché le fatture dell’anno sono state già per la stragrande maggioranza saldate) vengono gestite in modo da arrivare a fine anno con l’ammontare dei crediti residui + capitale sociale interamente ricostruiti e disponibili ad una eventuale ridistribuzione. Ciò a tutela di chi ci ha fattivamente prestato denaro e a tutela dei 4 soci stessi (in una società semplice i soci sono materialmente responsabili con i propri beni personali in caso di problemi).

Abbiamo ricordato che ciò che noi presentiamo annualmente è un rendiconto economico entrate – uscite = disavanzo (come Società Semplice non abbiamo l’obbligo di depositare un bilancio). Eventuali investimenti (ingenti nei primi anni, più limitati nei successivi – a parte l’acquisto di un trattore usato e due erpici nel 2018) “pesano” in toto nell’anno di competenza, senza ammortamenti. In generale, le spese di gestione sono ridotte all’osso senza sprechi (es: gli affitti dei terreni non sono in denaro ma in prodotti agricoli, i tunnel sono acquistati usati o auto-prodotti, la manutenzione dei mezzi agricoli è fatta “in casa” e non in officina, il tunnel-vendita è stato interamente auto-costruito con materiale in parte usato/riciclato o avuto in dono etc..). Diminuire ulteriormente i costi è sinceramente molto complicato. D’altra parte, il monte ore dedicato al progetto è ingente e negli anni passati è stato scelto di accantonare denaro (rinunciando a quote di salari, già di per sé bassi se paragonati alle ore dedicate), per non mandare in passivo il rendiconto annuale e per conservare una riserva “di emergenza” in caso di possibili problemi (grandinate, siccità etc..).

All’Assemblea scorsa avevamo prospettato l’ipotesi di remunerare tutti e 4 i soci con 1.100,00 Euro/netti per 12 mensilità attingendo al fondo di riserva risultante dagli esercizi precedenti (pari a circa 8.000,00 Euro) destinando anche una quota a un possibile aiuto nel periodo estivo. La passività del 2019 era già stata quindi  prevista nel budget dell’anno precedente. A conti fatti 1.100 Euro netti/mese è risultata comunque una cifra troppo ambiziosa, siamo arrivati a 1.058 Euro netti/mese per 12 mensilità a tutti e  4 soci dal momento che le persone che ci hanno aiutato nei campi per 3 mesi (Giugno, Luglio, Agosto) ci sono costate ben più del previsto. Non c’è stato ovviamente spazio per accantonamenti.

Di fatto su 125.500 euro di entrate complessive ben 68.150 euro sono andati in costi legati alla forza lavoro e il restante sono costi di produzione. Va sottolineato che le attività tra Novembre e Marzo le attività nei campi sono principalmente concentrate dal mattino al primo pomeriggio con 1 o 2 giorni di sosta a settimana ad eccezione della distribuzione serale che resta pomeridiana/serale. Mediamente circa 30-35 ore a settimana. Da Aprile a Ottobre si lavora per lo più dalle 12 alle 14 ore al giorno, 7 giorni su 7, anche nei mesi in cui ci sono aiuti esterni e il monte ore sale a 70-80 ore a settimana. Trattandosi di soci non è prevista indennità per ferie, malattia e disoccupazione semmai ci fossero mesi “morti”.

Resta quindi aperto il problema di come aumentare le entrate senza incrementare ulteriormente le ore di lavoro. Restano le vie già esplorate: aumentare le vendite di farina, cereali in chicco e prodotti da forno. Andare al mulino con maggiore frequenza, scaricare ed etichettare i sacchi è un’attività che non aumenta di tantissime ore l’impegno (come, per contro, sarebbe aumentare l’estensione degli ortaggi), incrementare le attività didattiche che pure ci lasciano un buon margine.

L’Assemblea si conclude con buffet auto-gestito e tante piacevoli chiacchiere!

Come sempre, attendiamo suggerimenti/riscontri/domande da parte di coloro che non sono stati presenti all’ incontro mentre tutti coloro che erano presenti si sentano liberi di integrare il resoconto mandandoci i propri commenti.

I Biricoccoli